Una faccia, una razza: curiosità sul legame Grecia-Italia

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La celebre frase “Una faccia, una razza” ritorna anche nel film Mediterraneo di Salvatores.

“Una faccia, una razza”: chi è venuto almeno una volta in Grecia se lo sarà sicuramente sentito dire da qualche greco con calorosa aria d’intesa. E sì, perché questo modo dire, seppur italiano, è molto più conosciuto e usato in Grecia. L’origine è incerta, ma parrebbe coniato con finalità propagandistiche all’interno del governo fascista ai tempi dell’occupazione italiana in Grecia; il motto “una faccia, una razza” avrebbe dovuto esaltare la vicinanza culturale dei due paesi per suscitare simpatia nei confronti degli italiani e favorire quindi l’operato del governo nei territori occupati. Passata la dominazione politica, passati i duri anni della guerra, il modo di dire ha trovato fortuna in Grecia non soltanto in virtù della comune matrice culturale dei due popoli e di affinità effettive o un po’ forzate, ma anche come segno di riconoscimento, una specie di breccia per arrivare all’altro e dirgli “Io ti conosco perché siamo uguali”; che ci credano o no, i greci solitamente pronunciano questa frase in modo molto amichevole, un tratto che rientra nella loro proverbiale ospitalità nei confronti di chi viene da fuori, italiani e non. Se è vero quindi che per alcuni di loro la frase “una faccia, una razza” è un ponte per ripristinare un’antica fratellanza e giocare sulla complicità fra mediterranei, è evidente che nelle mete più turistiche il motto è diventato un ritornello per suscitare la simpatia del visitatore italiano.

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Il teatro greco-romano di Taormina

Detto questo, è comunque innegabile il legame che unisce i due paesi fin dall’antichità, se non altro per la vicinanza geografica. Tracce linguistiche e alcuni usi e costumi del Sud Italia denunciano subito una comune matrice culturale, quando non addirittura etnica (si pensi alle minoranze di origine greca nel Salento, presso cui si parla il griko, o, andando più indietro, alla colonizzazione della Magna Grecia). Senza dimenticare i tanti greci che, dal dopoguerra fino ai giorni nostri, si sono trasferiti in Italia per studiare nelle nostre università, fermandosi poi per proseguire l’attività professionale o per dare vita a una delle tante famiglie miste italo-greche.

Che si trovi in Grecia per turismo o per altri motivi, l’italiano è solitamente ben accolto nella patria di Socrate, e non è raro incontrare persone che parlino almeno un po’ la nostra lingua e che apprezzino la nostra cultura, a partire dal cinema, dalla gastronomia e dalle nostre città d’arte, senza tralasciare la moda e, soprattutto, il calcio. Le opere di ingegneria e di urbanistica realizzate dagli italiani in Grecia sono tuttora visibili e apprezzate (come ad esempio a Kos) e non va dimenticato il contributo della Scuola Archeologica Italiana di Atene nei lavori di scavo e di studio del patrimonio archeologico greco fin dai primi decenni del ‘900, soprattutto sull’isola di Creta.

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La “Piccola Venezia” di Mykonos

Ancora una curiosità: lo sapevate che l’autore dell’Erotikrotos, il più celebre poema cavalleresco greco, è di origine italiana? Si tratta infatti di Vikentios Kornaros (o Vincenzo Cornaro) uomo di spicco del Rinascimento cretese discendente da una nobile famiglia veneziana. La stessa Creta, come molte delle isole Cicladi e Ionie e ampia parte del Peloponneso, restò a lungo nell’orbita di influenza della Serenissima, e le tracce dell’architettura e dell’urbanistica veneziana sono ancora ben visibili a Mykonos, Naxos e nel centro storico di Chania (sulla costa occidentale di Creta). Anche la Repubblica Marinara di Genova estese i suoi domini fino in Grecia, controllando in particolare le isole dell’Egeo orientale come Lesbo e Chio, dove la città moderna si sviluppa attorno all’antica fortezza genovese, di cui incorpora le rovine.

La storia del legame fra Grecia e Italia è quindi un po’ la storia di uno scambio continuo e di un dialogo culturale e commerciale quasi senza interruzione, benché per molti aspetti i due paesi presentino profonde differenze. Ed è anche questo il bello di viaggiare e di venire da queste parti alla ricerca di quel qualcosa di diverso da casa. Ma questo è un altro discorso, e lasciamo la scoperta a chi avrà voglia di venire a curiosare direttamente in Grecia e mettere alla prova il motto “una faccia, una razza” sul campo.

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Un’illustrazione dell’Erotokritos, fra le opere più importanti di tutta la letteratura greca moderna.

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