Situazione rifugiati dalla Syria nelle isole greche

Nella stagione estiva 2015 le isole greche, soprattutto quelle vicine alla costa turca, sono state su tutti i telegiornali per l’emergenza profughi. Anche se di fatto non ci sono mai stati problemi per i turisti e non si è verificato nessun fatto di cronaca – grave o meno grave-, resta purtroppo l’immagine negativa delle isole invase dai profughi.

Soprattutto per le isole molto frequentate dai turisti di tutta Europa, le notizie sono state riportate in modo esagerato, gonfiando il problema  a sproposito e trasmettendo un’immagine tutt’altro che veritiera della situazione reale.

Ad ogni modo, la stagione turistica 2016 nelle isole è cominciata con i primi turisti; purtroppo, però, i giornalisti si sono dimenticati di noi, passata l’emergenza non facciamo più  notizia e quindi in molti ci chiedono informazioni e rassicurazioni su come è attualmente la situazione. Sicuramente nelle prossime settimane ci saranno  le prime testimonianze  rassicuranti sui vari forum da parte di chi avrà  visitato le isole nel frattempo; intanto vi diamo un aggiornamento sulla situazione rifugiati dalla Syria nelle isole greche ad oggi:

–          Hot Spot: sono dei centri di accoglienza predisposti su alcune isole (Samos, Levos, Chios, Kos, Leros) e situati fuori dai luoghi turistici. Qui vengono trasferiti i rifugiati dopo l’arrivo sulle isole, in modo da poter loro garantire l’assistenza necessaria e la registrazione per la procedura d’asilo; si tratta di una permanenza provvisoria, in quanti i rifugiati proseguono poi il loro viaggio verso il continente e gli altri paesi europei. L’anno scorso gli hot spot  non c’erano e quindi queste persone si sono trovate a vagare in giro per i porti senza sapere cosa fare, dove dormire ecc. A nostro avviso i centri di accoglienza  sono una cosa positiva, anche se si sarebbero dovuti organizzare prima, visto che con la chiusura della rotta dei Balcani il flusso dei profughi è molto diminuito, se non addirittura interrotto.

–          Rotta dei Balcani: fino a prima della chiusura di questa rotta, i profughi si spostavano dalle coste della Turchia attraverso le isole greche in direzione Atene, e poi al nord verso il confine con la Macedonia (Fyrom), quindi in Serbia, Croazia, Slovenia, Austria, Germania e altri paesi del Nord Europa come destinazione finale. Questa rotta è stata chiusa un mese fa, di conseguenza molti profughi sono rimasti bloccati nella Grecia continentale, per lo più sul confine nord con la Macedonia.

Porto del Pireo (Atene)

Al porto del Pireo ci sono al momento soltanto un centinaio di persone in arrivo dalle isole; per loro è impossibile attualmente proseguire la strada verso l’Europa e la notizia di questa chiusura ha fatto diminuire di giorno in giorno gli arrivi; stando così i fatti, chi si sposta attraverso il Pireo nei mesi di aprile e maggio non dovrebbe incontrare alcun disagio dovuto alla presenza dei profughi. La situazione è sotto controllo anche grazie alle diverse associazioni attive sul posto. Vi consigliamo soltanto di arrivare al porto in orario e di tener conto che, se viaggiate in macchina, potreste essere sottoposti a qualche controllo extra rispetto al solito.

Dal Pireo fino al confine con la Macedonia (Fyrom), sono stati predisposti nelle città diversi campi di accoglienza, in cui fra tutto sono “bloccate” circa 40.000 persone impossibilitate a proseguire la strada verso l’Europa. Se per alcuni rimane la possibilità di richiedere asilo in Grecia, molti saranno rimpatriati in Turchia in seguito al recente accordo tra E.U. e Turchia. I rimpatri dovrebbero cominciare lunedi 03/04/2016.

– L’isola di Lesbo è stata quella a risentire di più nell’ultimo anno, con arrivi superiori a tutte le altre isole. Sull’isola ci sono due campi di accoglienza che ospitano circa 800 persone e gli arrivi nell’ultimo mese dalla chiusura delle frontiere sono diminuiti da 10 imbarcazioni a 1 o nessuna in alcuni giorni. È d’obbligo ricordare che l’isola di Lesbo e i suoi abitanti sono stati nominati per il premio Nobel per la pace per il loro incondizionato aiuto ai rifugiati.

– L’isola di Chio è stata tra le più esposte al problema e attualmente la situazione è la stessa di Lesbo.

L’isola di Samos aveva nella scorsa stagione più o meno lo stesso numero di rifugiati di Kos, anche se essendo meno popolare se ne è sentito parlare di meno. Sull’isola è presente un centro di accoglienza che in quest’ultima settimana ha contato circa 80 immigrati.

Kos è l’isola che più abbiamo visto nei telegiornali, essendo la più frequentata dai turisti e di conseguenza quella che fa più notizia. A Kos il centro di accoglienza è stato realizzato nella parte interna dell’isola, vicino al villaggio di Pyli, e al momento si contano 45 immigrati registrati nel campo. Nelle ultime settimane non ci sono stati arrivi, anche grazie ai controlli intensificati sulla costa di Bodrum.

L’isola di Leros ha un piccolo centro di accoglienza; gli arrivi su quest’isola sono sempre stati in misura minore rispetto alle altre e al momento c’è soltanto una trentina di persone nel centro.

L’isola di Rodi non è mai stata coinvolta particolarmente dal problema, tranne nelle settimane fra l’inizio dei controlli sulla costa di Bodrum e il nuovo accordo con la Turchia. In quel periodo sono arrivate anche le immagini dell’arrivo di 500 profughi sull’ isola di Kastellorizo, dove i migranti hanno momentaneamente superato il numero dei residenti. La situazione è rientrata nella norma sia a Rodi sia a Kastellorizo.

Con la rotta di Balcani definitivamente chiusa (frontiera con il Fyrom) e la notizia che un’eventuale apertura sarà valutata soltanto per il 2017, il transito dei profughi attraverso le isole greche dovrebbe cessare del tutto. Certo, non è questa la soluzione al problema e la speranza è quella che si pervenga a misure in grado di chiudere a monte questo triste capitolo della storia odierna, garantendo in primo luogo la protezione e la dignità di quelle persone che si trovano a rischiare la vita per sfuggire alla guerra; d’altro canto, le isole greche, da sole, non sono in grado di gestire un problema di tale portata, con flussi che metterebbero a rischio – come in parte hanno già fatto – l’unica fonte di guadagno per i residenti, e cioè il turismo. Le isole greche sono bellissime e accoglienti, cosi come la costa turca sull’Egeo. Vorremmo veramente che i giornalisti che hanno soggiornato in questi luoghi per tutti i mesi di luglio e agosto 2015 venissero anche oggi a testimoniare di come è realmente la situazione attuale. Il sole qui è già estivo.

1 Commento

  • By enza, 3 aprile 2016 @ 17:03

    Noi abbiamo già prenotato per il 02. di Luglio, sono sicura che sarà una bellissima vacanza!

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